Puccini – Madama Butterfly – Bimba non piangere … Viene la sera … Bimba dagli occhi pieni di malia … Vogliatemi bene

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Puccini – Madama Butterfly – Bimba non piangere … Viene la sera … Bimba dagli occhi pieni di malia … Vogliatemi bene

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Italian lyrics

PINKERTON
(va presso Butterfly e con delicatezza le toglie le mani
dal viso)
Bimba, bimba, non piangere
per gracchiar di ranocchi.
BUTTERFLY
(udendo ancora le grida dei parenti, si tura colle
mani le orecchie)
Urlano ancor!
PINKERTON
(rincorandola)
Tutta la tua tribù
e i bonzi tutti del Giappon non valgono
il pianto di quegli occhi
cari e belli.
BUTTERFLY
(sorridendo infantilmente)
Davver? Non piango più.
E quasi del ripudio non mi duole
per le vostre parole
che mi suonan così dolci nel cor.
(si china per baciare la mano a Pinkerton)
PINKERTON
(sorpreso a quell’atto, dolcemente lo impedisce)
Che fai?… la man?…
BUTTERFLY
Mi han detto
che laggiù fra la gente costumata
è questo il segno del maggior rispetto.
PINKERTON
(sente un sordo bisbiglio)
Chi brontola lì fuori?
BUTTERFLY
È Suzuki che fa la sua preghiera
seral.
PINKERTON
(attirandola)
Viene la sera…
BUTTERFLY
…e l’ombra e la quiete.
PINKERTON
E sei qui sola.
BUTTERFLY
10 11
Sola e rinnegata!
Rinnegata e felice!
PINKERTON
(ha battuto le mani, ed i servi sono accorsi)
A voi ~ chiudete.
(mentre i servi chiudono le pareti che danno sul terrazzo)
BUTTERFLY
Sì, sì, noi tutti soli…
E fuori il mondo.
PINKERTON
(ridendo)
E il bonzo furibondo.
BUTTERFLY
(a Suzuki, che è venuta coi servi e sta aspettando gli
ordini)
Suzuki, le mie vesti.
(Suzuki fruga in un cofano di lacca, mentre Pinkerton
guarda i servi che stanno tramutando parte del
terrazzo in una camera)
SUZUKI
(dopo aver dato a Butterfly gli abiti per la notte ed un
cofanetto con l’occorrente per la toeletta, si inchina
innanzi a Pinkerton)
Buona notte.
(fa una riverenza)
Aiutata da Suzuki, Butterfly si reca in un angolo al
fondo e fa cautelosamente la sua toeletta da notte,
levandosi poi la veste nuziale ed indossandone una
tutta bianca.
Suzuki esce.
Pinkerton dondolandosi sulla poltrona e prendendo
una sigaretta guarda Butterfly che è intenta ad acconciarsi.
Insieme
BUTTERFLY
Quest’obi pomposa
di scioglier mi tarda
si vesta la sposa
di puro candor.
Tra motti sommessi
sorride… mi guarda.
Celarmi potessi!
ne ho tanto rossor!
E ancor dentro l’irata
voce mi maledice…
Butterfly… rinnegata ~
rinnegata… e felice.
PINKERTON
Con moti di scoiattolo
i nodi allenta e scioglie!…
Pensar che quel giocattolo
è mia moglie. Mia moglie!
Se ne ricerco piena
la forma, in lei ravviso
quanto di donna appena
basta a fare un sorriso.
Ma tale mulïebre
grazia dispiega, ch’io
mi struggo per la febbre
d’un subito desìo.
PINKERTON
(andando verso Butterfly; la solleva e si avvia con
essa sul terrazzo esterno)
Bimba dagli occhi pieni di malìa,
ora sei tutta mia.
Sei tutta vestita di giglio.
Mi piace la treccia tua bruna
fra candidi veli…
BUTTERFLY
(scendendo dal terrazzo)
Somiglio
la piccola dèa della luna,
la dèa della luna che scende
la notte dal ponte del ciel…
PINKERTON
(la segue)
E affascina i cuori…
BUTTERFLY
E li prende,
li avvolge in un bianco mantel.
E via se li reca al diletto
suo nido, negli alti reami.
PINKERTON
Ma intanto finor non m’hai detto,
ancor non m’hai detto che m’ami.
Le sa quella dèa le parole
che appagan gli ardenti desir?
BUTTERFLY
Le sa. Forse dirle non vuole
per tema d’averne a morir!
PINKERTON
Stolta paura, l’amor non uccide
ma dà vita, e sorride
per gioie celestiali
come ora fa nei tuoi lunghi occhi ovali.
(avvicinandosi a Butterfly e prendendole la faccia)
BUTTERFLY
(come per ritirarsi dalla carezza ardente di Pinkerton,
e allontanandosi)
Adesso voi
siete per me l’occhio del firmamento.
E mi piaceste dal primo momento
che vi ho veduto. ~ Siete
alto, forte. ~ Ridete
con modi sì palesi!
E dite cose che mai non intesi.
Or son contenta. ~ Vogliatemi bene
un bene piccolino,
un bene da bambino
quale a me si conviene.
Noi siamo gente avvezza
alle piccole cose
umili e silenziose,
ad una tenerezza
sfiorante e pur profonda
come il ciel, come l’onda
lieve e forte del mare.
PINKERTON
Dammi ch’io baci le tue mani care.
(prorompe con grande tenerezza)
Mia Butterfly!… come t’han ben nomata
tenue farfalla…
BUTTERFLY
(a queste parole si rattrista e ritira le mani)
Dicon ch’oltre mare
se cade in man dell’uom, ogni farfalla
da uno spillo è trafitta
ed in tavola infitta!
PINKERTON
(riprendendole dolcemente le mani e sorridendo)
Un po’ di vero c’è.
E tu lo sai perché?
Perché non fugga più.
(abbracciandola)
Io t’ho ghermita…
ti serro palpitante.
Sei mia.
BUTTERFLY
(abbandonandosi)
Sì, per la vita.
PINKERTON
Vieni, vieni.
BUTTERFLY
(titubante)
Un istante…
PINKERTON
Via dall’anima in pena
l’angoscia paurosa.
(indicando a Butterfly il cielo stellato)
Guarda: è notte serena!
Guarda: dorme ogni cosa!
BUTTERFLY
Dolce notte! Quante stelle!
Non le vidi mai sì belle!
Trema, brilla ogni favilla
col baglior d’una pupilla.
Oh! quanti occhi fisi, attenti
d’ogni parte a riguardare!
Lungi, via pei firmamenti,
via pei lidi, via pe ‘l mare,
quanti fiammei sguardi pieni
d’infallibile languor!
Tutto estatico d’amor
ride il cielo…
PINKERTON
(con cupido amore)
Vieni, vieni!…

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